Ciuffi di posidonia su un fondale di sabbia chiara a sud-ovest dell'isola di Molara
Fondale presso l'isola di Molara — foto: Gaspar Torriero · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Chi fa il primo bagno a San Teodoro di solito ha la stessa reazione: si guarda i piedi attraverso l'acqua come se fosse vetro. Quella trasparenza non è solo merito della sabbia chiara e del granito. Tutto il tratto di mare che va da Capo Ceraso, vicino a Olbia, fino alla costa di San Teodoro è tutelato dall'Area Marina Protetta Tavolara–Punta Coda Cavallo, una delle riserve marine più importanti del Mediterraneo. Conoscerla aiuta a capire il paesaggio, e a viverlo nel modo giusto.

Una riserva nata alla fine degli anni Novanta

L'Area Marina Protetta è stata istituita con un decreto del Ministero dell'Ambiente del dicembre 1997, poi modificato nel 2001; il regolamento che oggi disciplina nel dettaglio le attività è stato approvato nel 2014. A gestirla è un consorzio formato dai tre Comuni che si affacciano su questo mare: Olbia, Loiri Porto San Paolo e San Teodoro.

I numeri danno l'idea della sua estensione: circa 15.000 ettari di mare e oltre 76 chilometri di costa, comprese le isole di Tavolara, Molara e Molarotto e numerosi isolotti minori. Nel 2007 l'area è stata inserita anche nell'elenco delle Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea, un riconoscimento internazionale legato alla Convenzione di Barcellona.

Zone A, B e C: chi può fare cosa

Come altre aree marine protette italiane, anche questa è divisa in zone con livelli di tutela diversi.

  • Zona A, riserva integrale. È la parte più protetta, attorno ad alcuni tratti di Tavolara e Molarotto. Qui sono vietati la balneazione, la pesca e il transito delle imbarcazioni, a eccezione dei mezzi di servizio. Sono ammesse solo visite subacquee guidate e autorizzate dall'ente gestore, lungo percorsi prestabiliti.
  • Zona B, riserva generale. Il bagno è consentito, la navigazione a motore è ammessa con limiti di velocità sotto costa e l'ormeggio è previsto alle strutture predisposte dall'ente gestore. La pesca sportiva è vietata.
  • Zona C, riserva parziale. È la fascia più ampia e meno restrittiva, dove sono permesse, con regole precise, attività come le immersioni e la pesca sportiva con attrezzi limitati.

In tutta l'area sono vietate la pesca subacquea, le moto d'acqua e gli sport acquatici con traino, mentre l'ancoraggio è consentito solo su fondali sabbiosi o ciottolosi e nelle aree attrezzate. Il motivo di quest'ultima regola ha un nome preciso: posidonia.

Il segreto dell'acqua limpida: la posidonia

La Posidonia oceanica non è un'alga, ma una vera pianta marina, con radici, foglie e perfino fiori, che cresce solo nel Mediterraneo. Forma estese praterie sottomarine che ossigenano l'acqua, trattengono i sedimenti e la mantengono limpida, e offrono rifugio e nursery a moltissime specie di pesci e invertebrati. In questa zona le praterie scendono fino a profondità di 30-35 metri.

Le foglie morte che il mare accumula in autunno e in inverno sulle spiagge, formando strati scuri e soffici, non sono sporcizia: proteggono la sabbia dall'erosione delle mareggiate. E un'ancora che strappa la posidonia distrugge in pochi secondi ciò che la pianta impiega anni a ricostruire.

Snorkeling responsabile

Con una maschera e un paio di pinne, anche a pochi metri dalla riva, si possono vedere saraghi, salpe, castagnole, polpi tra le rocce e, nei punti più ricchi, perfino qualche cernia bruna, specie che nell'area marina ha trovato condizioni ideali. Ecco qualche regola di buon senso per godersi lo spettacolo senza fare danni.

Le buone regole in acqua: non toccate e non calpestate posidonia, gorgonie e organismi sul fondo; non date da mangiare ai pesci; non raccogliete conchiglie, ricci o stelle marine; usate una boa di segnalazione se vi allontanate dalla riva; preferite creme solari a basso impatto e applicatele un po' prima di entrare in acqua; se andate in barca, informatevi sulle zone e sui limiti di velocità prima di partire.

Per conoscere i dettagli aggiornati del regolamento, le eventuali autorizzazioni e le attività di educazione ambientale, il riferimento è il Consorzio di gestione dell'Area Marina Protetta Tavolara–Punta Coda Cavallo. Rispettare queste regole è il modo più semplice per ringraziare questo mare: e per ritrovarlo così limpido la prossima volta.

Il mare protetto a due passi da casa

Casa Oleandro si trova a Monte Petrosu e, secondo l'host, a circa 1 km da Cala Brandinchi e Capo Coda Cavallo: il punto ideale per esplorare l'Area Marina Protetta.