Quando si pensa a San Teodoro vengono in mente il mare turchese e le spiagge di sabbia bianca. Eppure, a pochi passi dal paese, c'è un altro paesaggio che merita almeno un pomeriggio: lo stagno di San Teodoro, una laguna salmastra che si allarga alle spalle della lunga spiaggia de La Cinta. Qui l'acqua è calma e bassa, le rive sono orlate di salicornie e canneti, e sopra tutto volano gli uccelli. È uno di quei luoghi che cambiano faccia con le stagioni e con le ore del giorno.
Una laguna tra il paese e il mare
Lo stagno occupa una superficie di oltre duecento ettari ed è separato dal mare dal cordone sabbioso de La Cinta. Le sue acque sono salmastre: l'acqua dolce arriva soprattutto dal rio di San Teodoro e si mescola con quella del mare. I fondali sono molto bassi, in genere attorno al metro di profondità, condizione ideale per molte specie di uccelli che si nutrono camminando in acqua.
La laguna è da sempre anche luogo di pesca: nelle sue acque vivono spigole, orate, muggini, sogliole e anguille, e la tradizione della peschiera fa parte della storia del territorio. Intorno, la macchia mediterranea con mirto, ginepro e rosmarino accompagna chi cammina lungo le sponde.
I protagonisti: i fenicotteri rosa
Il simbolo dello stagno sono i fenicotteri rosa. Li riconoscerete da lontano: lunghe zampe, collo sinuoso e piumaggio che va dal bianco al rosa acceso, con le ali che rivelano il rosso e il nero quando si alzano in volo. Si nutrono filtrando l'acqua bassa con il becco ricurvo, spesso a testa in giù, muovendosi lentamente in gruppo.
Si possono avvistare durante tutto l'anno, ma i periodi migliori sono la primavera e l'autunno, quando i passaggi migratori portano gruppi più numerosi. Accanto a loro, con un po' di pazienza, si osservano aironi, cormorani, gabbiani, il martin pescatore che sfreccia rasente all'acqua, il falco di palude e il gheppio. Nelle lagune vicine, come quella alle spalle di Cala Brandinchi, si può incontrare anche il cavaliere d'Italia, riconoscibile per le zampe rosse lunghissime. E nel piccolo stagno di Salina Bamba, verso Capo Coda Cavallo, non è raro vedere gruppi di fenicotteri muoversi tra gli scogli di granito.
Un'area protetta
Lo stagno di San Teodoro non è solo un bel panorama: è un sito della rete europea Natura 2000, riconosciuto come area di interesse comunitario per la ricchezza dei suoi habitat e della sua avifauna. Questo significa che va visitato con attenzione. Lungo le rive sono stati realizzati percorsi pedonali delimitati da staccionate in legno, con pannelli che raccontano flora e fauna: le recinzioni non sono un ostacolo, ma servono a proteggere le zone in cui la vegetazione si sta ricostituendo e quelle in cui gli uccelli si riposano.
Restate sui sentieri, tenete il cane al guinzaglio, non avvicinatevi troppo agli stormi e non lanciate cibo. Un fenicottero che si alza in volo spaventato consuma energie preziose, soprattutto nei periodi di migrazione.
Quando andare: i tramonti
Il momento più suggestivo è il tardo pomeriggio. Quando il sole si abbassa dietro le colline dell'entroterra, l'acqua dello stagno diventa uno specchio dorato, le salicornie si accendono di rosso e i fenicotteri si stagliano in controluce. È il complemento perfetto di una giornata al mare: un'ora di cammino lento, il rumore del vento tra i canneti e, se siete fortunati, uno stormo che passa basso sulla laguna.
Anche fuori stagione la visita vale la pena: in autunno e in primavera, con il paese più tranquillo, lo stagno si gode in silenzio, ed è forse proprio allora che mostra il suo lato migliore.
La natura di San Teodoro a due passi
Da Casa Oleandro, a Monte Petrosu, potete alternare mare e natura: terrazza con vista e balcone per il relax, e una cucina attrezzata per le cene dopo una giornata all'aperto.