D'inverno la Gallura cambia ritmo: le spiagge si svuotano, i paesi dell'interno tornano protagonisti e, quando arriva febbraio (o a volte i primi giorni di marzo, a seconda del calendario), Tempio Pausania si prepara alla sua festa più rumorosa e colorata. Il Carrasciali Timpiesu, il carnevale tempiese, è considerato uno dei più importanti della Sardegna e richiama ogni anno spettatori da tutta l'isola.
Tempio, la città di granito
Prima di parlare di carri e maschere, vale la pena dire due parole sul palcoscenico. Tempio sorge nell'entroterra della Gallura, ai piedi del massiccio del Limbara, e il suo centro storico è costruito quasi interamente in blocchi di granito grigio: chiese, palazzi, archi e piazzette hanno un aspetto austero e compatto che rende ancora più vivace il contrasto con i colori del carnevale. È una città che merita una visita anche fuori dai giorni di festa, per passeggiare senza fretta tra le sue vie.
Re Giorgio e Mannena, i protagonisti
Il cuore del Carrasciali Timpiesu è un personaggio: Re Giorgio, il sovrano del carnevale. Le sue origini sono antiche e affondano nel mondo contadino, quando il periodo tra l'Epifania e la Quaresima era un momento di festa e di riposo dai lavori dei campi. In passato era rappresentato da un fantoccio imbottito di paglia; oggi è un imponente pupazzo di cartapesta che sfila per le vie della città.
Durante i giorni di festa Re Giorgio incontra e sposa la popolana Mannena, anch'essa realizzata in cartapesta, che lo accompagnerà fino alla fine. Il matrimonio è uno dei momenti più divertenti e partecipati, con un vero e proprio corteo nuziale che invade il centro.
Sei giorni di sfilate
Il carnevale vero e proprio dura sei giorni, dal giovedì grasso al martedì grasso, e si articola di solito così:
- giovedì grasso: l'arrivo in città di Re Giorgio con la sua corte e la prima grande sfilata dei carri allegorici;
- domenica: la sfilata intermedia e le nozze tra Re Giorgio e Mannena;
- lunedì: la giornata dedicata ai bambini, con la loro sfilata in maschera;
- martedì grasso: l'ultima sfilata, il processo al re e il rogo finale.
I carri allegorici sono realizzati dai gruppi che partecipano alla competizione e lavorano per mesi alle loro costruzioni. I temi puntano spesso sulla satira politica e sociale, con grandi figure di cartapesta che prendono in giro personaggi e fatti di attualità. Attorno ai carri si muovono i gruppi mascherati, tra musica, coriandoli e balli in piazza.
Il processo e il rogo di Re Giorgio
Il gran finale arriva il martedì grasso. Dopo l'ultima sfilata, Re Giorgio viene sottoposto a un processo sommario, tra il serio e il faceto, davanti a una piazza gremita. La sentenza è sempre la stessa: la condanna al rogo. Il fantoccio del re viene dato alle fiamme davanti alla folla, un gesto simbolico che chiude il carnevale e segna il passaggio alla Quaresima. È un rito antico che, al di là del divertimento, conserva un forte significato collettivo: la comunità che si ritrova per salutare insieme la fine della festa.
Un carnevale da vivere
Il Carrasciali Timpiesu è l'occasione perfetta per scoprire una Gallura diversa, lontana dall'immagine estiva: una festa popolare vera, in cui tutta la città partecipa e si diverte. E dopo una giornata di sfilate, il rientro verso la costa regala il piacere opposto: il silenzio delle spiagge d'inverno, le passeggiate sulla sabbia senza folla e i colori limpidi che il mare della Gallura sa offrire anche nei mesi freddi. Due facce della stessa terra, da vivere nello stesso viaggio. Le date cambiano ogni anno insieme al calendario del carnevale: prima di partire controllate il programma ufficiale sui canali del Comune di Tempio Pausania.
Carnevale in Gallura, con base a San Teodoro
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